Sophia, invece, ha iniziato con le prime paroline. La sera giochiamo per parlare insieme e la mia domanda è di rito: "Sophia, a chi vuoi bene?" Lei allora parte con ciò che sa dire: mamma, papà, chicca, nonna. Ieri sera la sua risposta è cambiata, ha risposto: "a te". Io ho sottolineato incredula:" a me?" e lei "tsi" per dire si. Il suo corpo è rilassato, le sue gambe lunghe, aperte e non imprigionate nella spasticità: la sua fisionomia ha già preso un aspetto molto più sano e quelle paroline valgono una laurea!
Qualcuno me la sta restituendo, insieme a Gloria, un pezzetto alla volta. Io sono qui ad aspettarle per renderle alla vita.
Vorrei poter dire tante cose alla vita, anche ricominciamo da capo: perchè si può cambiare, si può migliorare, si può fare molto di più per chi ha bisogno. Molti bambini aspettano, una cura, un traguardo, un sogno. Chi può dire ad un bimbo di smettere di sognare? Una Regione, uno Stato, un medico, un giudice?
I sogni sono dei bambini e non si possono rubare: la via del sole non potrà dimenticarlo.
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